Il Senato Accademico nella seduta del 12 luglio scorso ha approvato all'unanimità, su proposta del rettore, un importante documento che riguarda le linee di indirizzo e programmazione per le misure di razionalizzazione delle risorse e dei finanziamenti per i servizi istituzionali. Questo il documento:
La vera e propria emergenza nazionale scatenata dalla crisi dei mercati finanziari apre scenari preoccupanti ancora non completamente decifrabili.
Nel 2011 è prevista per gli Atenei la riduzione dell’F.F.O. nazionale di circa 300 milioni di euro rispetto al 2010 con un aumento al 13,5% del fondo per la cosiddetta premialità (circa 920 milioni di euro). La premialità del merito non è principio da mettere in discussione ma forse, in una situazione di minori risorse, sarebbe più opportuno attendere dall’ANVUR elementi certi sugli indicatori di sistema prima di aumentare la quota di F.F.O. destinata a tale incentivazione.
Inoltre, è prevista una ulteriore decurtazione di circa 400 milioni di euro per il 2012 che giustamente il Presidente della CRUI non ha esitato a definire in recenti interviste una apocalisse caratterizzata da una eccedenza delle spese per stipendi, rispetto al fondo, di ben 300 milioni di euro.
Tale crisi finanziaria coglie le Università italiane in un momento di grande vulnerabilità per la transizione conseguente all’applicazione della legge 240 e, soprattutto, alle modifiche statutarie oltre che ai relativi decreti attuativi.
E’ evidente che, nell’attuale contingenza, le linee di indirizzo e di programmazione, anche per quanto riguarda le misure di razionalizzazione delle risorse e dei finanziamenti per i servizi istituzionali, debbano essere formulate dall’attuale Senato Accademico e dalle Facoltà, le cui funzioni saranno assunte solo successivamente dai costituendi Dipartimenti.
Non vi è dubbio che questi passaggi istituzionali saranno caratterizzati, come sempre, da un altissimo livello di responsabilità decisionale. E’ altrettanto vero, tuttavia, che il Rettore dovrà garantire la continuità dell’indirizzo di governo in rappresentanza degli attuali organi accademici e di quelli futuri. Compito certamente molto delicato che dovrà essere affrontato con grande attenzione al presente ma con ancor più grande rispetto e considerazione per il futuro dell’Istituzione.
Il Ministro Gelmini qualche giorno fa, rispondendo a qualche Rettore che rivendicava un aumento dell’F.F.O., ha invitato a guardare meglio nei bilanci dei singoli Atenei perché vi sarebbero ancora margini per recuperare, all’interno di essi, risorse finanziarie.
L’Ateneo di Messina ha fatto in questi anni il proprio dovere utilizzando al meglio e senza sprechi il proprio finanziamento e chiudendo anno dopo anno il bilancio in pareggio, traguardo che non tutte le Università possono vantare.
Da questo anno diminuisce di oltre un milione di euro la quota dei mutui, con un decremento ulteriore dell’indebitamento che era già ampiamente sotto soglia. In tre anni, è stata ridotta di oltre un milione di euro la voce di bilancio per affitti di immobili. Sono state ridimensionate in modo consistente le spese per forniture di beni e servizi (pulizie, guardiania, ecc.).
Sono altresì diminuite, in accordo alla programmazione, le unità di personale docente e tecnico amministrativo (circa 1250 docenti del 2011 rispetto ai 1400 del 2004; circa 1350 tecnici amministrativi del 2011 rispetto a 1900 del 2004).
Dovranno essere ridotte le risorse destinate ad alcuni organi collegiali, ai professori a contratto, ad attività istituzionali non prioritarie.
I tagli che si dovranno operare per il 2012 non saranno indiscriminati ma saranno mirati in rapporto alle linee strategiche che questo Senato traccerà nelle prossime settimane.
Si devono di contro ricavare maggiori entrate dalla vendita di immobili non più funzionali per le attività istituzionali; dalla lotta alla evasione nella contribuzione studentesca; dalla partecipazione alle spese di funzionamento dell’Ateneo nell’ambito dei Progetti di ricerca finanziati a livello regionale, comunitario, ministeriale e come attività conto terzi.
In quali settori non si possono modificare in modo significativo le voci di bilancio, soprattutto per motivazioni di etica pubblica e di coesione sociale?
Non si dovrebbe:
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Aumentare le tasse degli studenti;
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Contrarre le risorse per i servizi agli studenti;
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Ridurre i fondi per la premialità del merito e, nel prossimo futuro, per l’incentivazione dei docenti;
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Ridurre i fondi per la ricerca;
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Rinunciare alla oculata assunzione di ricercatori a tempo determinato, assegnisti e dottorandi di ricerca, preferenzialmente attraverso finanziamenti esterni.
In questo scenario, non va trascurato il valore dell’Accordo di Programma Quadro fra Regione e Università siciliane per la attivazione delle diverse misure dei fondi comunitari che possono rendere disponibili significative risorse a beneficio di tutti gli Atenei siciliani, a condizione di un tempestivo avvio delle procedure.
Saranno altresì necessarie ulteriori riforme strutturali capaci di produrre, al contempo, economie e incrementi dei livelli di efficienza, come ad esempio una riorganizzazione della struttura amministrativa centrale e un reengineering nella distribuzione del personale per i futuri Dipartimenti sia con riguardo alle unità che alle competenze necessarie.
Questo processo deve portare ad una definizione degli esuberi e dei vuoti di organico che consenta una razionale programmazione del personale tecnico-amministrativo in un rapporto 1:1 con il personale docente.
Non può essere estranea a questa riorganizzazione la rimodulazione del personale del Policlinico in considerazione del graduale riassorbimento delle figure professionali sanitarie da parte dell’Azienda e della corrispettiva definizione del fabbisogno di personale destinato alla didattica e alla ricerca della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
La centralizzazione nell’acquisizione di beni e il potenziamento nell’informatizzazione dei servizi di Ateneo potranno generare ulteriori economie su larga scala, come dimostrato dalle esperienze attuate in altri settori strategici del Paese.
Rigore e sviluppo non sempre sono facili da coniugare ma sono la strada obbligata imposta dalla situazione finanziaria nazionale che le Università devono intraprendere con grande senso di responsabilità e con una diffusa consapevolezza collettiva.
Questo nulla toglie alla considerazione amara che la produzione di capitale umano e di ricerca scientifica, beni immateriali con ricadute a lungo termine, sia considerata al momento un obiettivo non prioritario e in parte sacrificabile in attesa di tempi migliori per la finanza pubblica.
L’unica certezza, tuttavia, è che non vi potranno essere tempi migliori senza il contributo dei giovani, senza un Progetto strategico che provveda alla loro formazione, valorizzi il loro talento e il loro desiderio di innovazione, al Nord, al Centro e al Sud, isole comprese, in una prospettiva di coesione nazionale talora invano evocata.
L’Università di Messina ha un patrimonio stimato in diverse centinaia di milioni di euro, ha una tradizione plurisecolare che comporta grandi responsabilità storiche per ognuno dei suoi docenti, componenti del personale tecnico-amministrativo e studenti. Essa non si sottrarrà al dovere di contribuire allo sviluppo culturale e tecnologico del suo territorio dal quale trae l’ispirazione per le sue attività istituzionali e al quale intende restituire il suo impegno per un progresso basato sulla conoscenza.
A noi spetta preservare un così grande patrimonio a beneficio delle future generazioni nella speranza che possano diventare sempre più artefici di crescita civile, sociale ed economica.
Abbiamo molti elementi di vitalità e di produttività concreta da valorizzare e siamo chiamati ad avere e a trasmettere una visione positiva. Per rispondere appieno alle nostre sfide ed assolvere ai nostri doveri dobbiamo contare sulle nostre forze e sulle enormi potenzialità dei nostri gruppi di ricerca, del nostro personale tecnico-amministrativo e dei nostri giovani talenti. Con loro siamo certi che ogni difficoltà potrà essere affrontata e superata.
Venerdì 22 luglio, alle ore 10, nella sala senato dell'Università, il Rettore, prof. Francesco Tomasello e il Direttore amministrativo, avv. Giuseppe Cardile, incontreranno la stampa per illustrare nei dettagli i provvedimenti.