COMUNICATO STAMPA n°401
DEL 21/09/2010

STUDIO SULL’ACROMEGALIA PUBBLICATO
SULL’EUROPEAN JOURNAL OF ENDOCRINOLOGY

La più autorevole rivista europea di Endocrinologia ( European Journal of Endocrinology)  ha pubblicato  in queste settimane    uno studio  intitolato “Increased prevalence of acromegaly in a highly polluted area”. Lo studio di  Salvatore Cannavò in collaborazione con Francesco Ferraù, Marta Ragonese, Lorenzo Curtò, Maria Luisa Torre, Manlio Magistri, Antonio Marchese, Angela Alibrandi e Francesco Trimarchi –   dimostra come nell’area ad elevato rischio ambientale del comprensorio di Milazzo e della Valle del Mela (identificata con D.A. n. 50/GAB del 4 settembre 2002) vi sia una prevalenza di acromegalia, significativamente più elevata sia rispetto al resto della provincia di Messina che ad altre aree italiane ed europee. In tale zona, secondo lo studio del gruppo messinese, il rischio di sviluppare questa malattia endocrina (che è relativamente rara ma responsabile di gravi complicazioni) sarebbe almeno il doppio, se non il triplo, rispetto ad aree con minore inquinamento industriale (210 casi per milione di abitanti nell’area di Milazzo, contro 97 casi nel resto della provincia di Messina o solo 60-69 casi in Spagna, Svezia e Irlanda del Nord).
L’acromegalia è una malattia causata da una eccessiva secrezione di ormone della crescita da parte di un tumore della ghiandola ipofisi, che provocando deformazione ossea e ispessimento dei tessuti molli, induce graduale modificazione dei tratti fisionomici, conseguenze sistemiche a carico dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, del metabolismo glucidico e lipidico e del sistema osteo-articolare e un elevato rischio di neoplasie del colon. Questa grave malattia, pertanto, comporta un drammatico aumento di morbilità e del rischio di morte, soprattutto per cause cerebro e cardiovascolari. Recentemente, il Prof. Cannavò ha pubblicato su alcune prestigiose riviste internazionali (Clinical Endocrinology, The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism), in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università finlandese di Helsinki, alcuni studi che dimostrano come mutazioni genetiche che coinvolgono uno specifico sistema recettoriale sensibile all’azione degli idrocarburi (AHR - Aryl Hydrocarbon Receptor; AIP – Aryl Hydrocarbon Receptor Interacting Protein) possano svolgere un ruolo patogenetico nello sviluppo di tumori ipofisari secernenti ormone della crescita.
La pubblicazione di questo studio, condotto in collaborazione con l’ASP   (in particolare con il dott Manlio Magistri già direttore sanitario dell’ASP) con la sezione messinese dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), diretta dal dott. Antonio Marchese, testimonia l’alto livello clinico-scientifico dell’ Endocrinologia dell’Università di Messina, diretta dal prof. Francesco Trimarchi, e dell’attività di ricerca clinica e di base nel campo della fisiopatologia del sistema ipotalamo-ipofisario, svolta dal gruppo di giovani ricercatori messinesi coordinato dal Prof. Salvatore Cannavò.

L'UFFICIO STAMPA