LA RIFORMA DELL’AVVOCATURA: RIDURRE IL NUMERO E VALORIZZARE LA QUALITA’ |
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È necessario guardare con fiducia al futuro degli avvocati. È questo il monito lanciato dal prof. Salvatore Berlingò, preside della facoltà di Giurisprudenza, durante l’incontro su La riforma dell’avvocatura: un’opportunità per le nuove generazioni?, tenutosi, oggi, nell’Aula 2 della stessa facoltà. Durante la conferenza – organizzata dall’Ateneo messinese in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, l’Aiga, l’Associazione Avv. Nino D’Uva e le associazioni studentesche – è stata posta l’attenzione sulla riforma dell’ordinamento professionale, il cui testo è stato licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato alcuni giorni fa. Molte perplessità, infatti, esistono sulle nuove norme che presto disciplineranno un rigido e selettivo accesso alla professione forense. Un excursus sull’iter legislativo e sulle più importanti modifiche previste dal disegno di legge, è stato fatto dall’’avv. Carlo Vermiglio, vice-presidente del Consiglio Nazionale Forense, che ha anche sottolineato come l’avvocatura non debba essere rifugio della disoccupazione. Convinzione e vocazione – ha detto l’avv. Vermiglio - devono animare la scelta di fare l’avvocato. Nel suo intervento l’avv. Francesco Marullo di Condojanni, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, ha presentato alcuni dati sulla condizione dell’avvocatura italiana, che attestano come quella degli avvocati sia la categoria professionale più cresciuta negli ultimi anni. La quantità è nemica della qualità – ha detto l’avv. Marullo di Condojanni – e le barriere di accesso alla professione legale sono necessarie per evitare danni alla stessa classe forense. Dello stesso parere anche il prof. Giancarlo De Vero, direttore della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali – che ha manifestato l’esigenza di formare giovani più preparati e competitivi. La riforma dell’ordinamento professionale, nata dall’impegno di tutta l’avvocatura, coordinata dal CNF, come ha spiegato l’avv. Carlo Vermiglio, è una soluzione politica, impopolare, ma l’unica per ridurre il numero degli avvocati. E proprio al metodo adottato dal mondo politico è stata mossa la critica dell’avv. Aurelio Maiorana, presidente Aiga Messina. Le modifiche – ha detto l’avv. Maiorana – devono riguardare anche la carriera accademica, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. L’avv. Massimiliano Cardullo, presidente dell’Associazione Avv. Nino D’Uva, si è soffermato sulla figura dell’avvocato e sulla sua funzione sociale: Il ruolo del legale ha subito una svalutazione nell’opinione pubblica. Puntare alla qualità dell’avvocato è una priorità. L’incontro si è concluso con un dibattito. Sono intervenuti i praticanti avvocati dott. Piero Adamo, dott. Antonino De Luca, dott.ssa Mariaflavia Timbro, dott. Vittorio Visalli e lo studente Domenico Russo. In particolare il dott. Piero Adamo ha sottolineato la necessità di attuare una riforma che tuteli il merito, criterio indispensabile per salvare la nuova generazione.
L'UFFICIO STAMPA
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